Sulle origini della città esistono diverse ipotesi. Si narra, ad esempio, di un gruppo di esuli Spartani che – fuggiti dalla loro patria – approdarono sulle coste del Tirreno e fondarono un villaggio ai piedi del Monte Leano, dove poi sorse un tempio in onore della divinità Feronia. Recenti studi, invece, farebbero derivare il nome di Terracina dal vocabolo etrusco Tarchna, collegato anche al nome della città di Tarquinia e dei re di Roma Tarquinio Prisco e Tarquinio il Superbo. Secondo lo storico Tito Livio, infatti, quest’ultimo (VI secolo a.C.) avrebbe inviato coloni sul litorale pontino, perché fossero di presidio sul mare. Le prime fasi storiche sono conosciute solo attraverso le fonti letterarie. Dapprima centro Ausonio, alla fine del VI secolo a.C. la città dovette essere già sotto l’influenza romana, come dimostrerebbe la sua menzione nel primo trattato romano-cartaginese citato da Polibio. In seguito fu occupata dai Volsci, che le mutarono il nome in Anxur (probabilmente dall’espressione aneu xuru, “senza rasoio”: Giove venerato era fanciullo, quindi ancora imberbe); a questa fase potrebbero spettare alcuni tratti delle mura in opera poligonale visibili in più punti sotto la cinta tardo-antica. Ma furono i Romani a determinare in modo significativo l’intero assetto sociale, economico e urbano della città. Fra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. si assiste a una notevole espansione di Terracina bassa: vennero realizzati un secondo foro, l’anfiteatro, di cui rimangono scarsi resti nelle case di Via Martucci, le terme e diversi edifici privati. Terracina raggiunse il suo massimo splendore durante il periodo imperiale, quando il traffico marittimo si sviluppò a tal punto che l’imperatore Traiano ordinò l’ampliamento del porto, del quale ancora oggi esistono le strutture principali. Un ultimo significativo intervento si ebbe nei primi decenni del V secolo quando, in occasione delle invasioni barbariche, l’antica cinta muraria volsco-romana fu sostituita da una nuova fortificazione comprendente anche una porzione della città bassa, la quale doveva essere già in gran parte abbandonata: la nuova cinta muraria racchiuse infatti solo una piccola porzione dell’area, e la sua funzione era, esclusivamente, quella di proteggere un tratto dell’Appia. Fonte: Comune di Terracina