La città di Ardea era il centro urbano principale dell’antico popolo dei Rutuli.
Nell’età del Ferro il territorio ardeatino era caratterizzato dalla presenza di piccoli villaggi di capanne, di cui sono stati ritrovati i resti sui diversi rilievi tufacei che contraddistinguono geologicamente l’area. In seguito fu scelta l’altura dove sorge tuttora il moderno abitato per costruirvi l’acropoli.
Si può, comunque, affermare che le ricerche archeologiche sinora effettuate hanno tutte confermato quanto riportato da fonti antiche che, in maniera unanime, ci informano sia dell’importanza che Ardea con il suo
territorio aveva nell’antichità, che del benessere di cui godevano i suoi abitanti e della ricchezza e sontuosità dei loro edifici
L’area occupata dall’antica città era delimitata da due corsi d’acqua che scorrono in alvei profondamente incisi nel basamento tufaceo. A sud del centro abitato, verso il mare, essi si congiungono formando il Fosso dell’Incastro, o Fosso Grande, alla cui foce fu realizzato un importante impianto portuale, chiamato Castrum Inui in epoca romana, che rese possibili notevoli contatti culturali e scambi commerciali.
Fonte principale del testo: Ardea, la terra dei Rutuli, tra mito e archeologia: alle radici della romanità (Mibac).

Nelle foto: scorcio degli scavi di Castrum Inui, l’area archeologica di Casarinaccio, un tratto delle mura, l’Arco della Rocca.