Il termine “protovillanoviano” fu introdotto nel 1937 da G. Patroni per definire quegli aspetti culturali affini che si diffondono in Italia tra la metà del XII ed il X secolo a.C. Nella pianura Padana il centro più dinamico di questa cultura è stato localizzato a Frattesina nel Polesine (Ro), in Emilia a Bismantova (Re) e in Romagna alla Ripa Calbana, altura posta accanto a S. Giovanni.
Si tratta di piccoli villaggi di capanne posti a distanza reciproca di pochi chilometri che sorgono di preferenza su pianori e alture relativamente elevate e naturalmente fortificate. Dal punto di vista demografico le dimensioni delle singole comunità oscillano tra alcune decine e un centinaio di individui. Le abitazioni consistono in capanne di dimensioni alquanto ridotte di pianta ellittica, circolare o quadrangolare.
La cultura protovillanoviana è riconoscibile per una combinazione di elementi formali e tipologici nella ceramica e nella produzione metallurgica e per una diffusione generalizzata dell’incinerazione a causa dell’influenza esercitata dalla cultura nord-europea di Hallstatt (detta anche cultura dei “Campi d’Urne”). Il rituale funerario prevede infatti che il cadavere venga bruciato e le ceneri deposte in un’urna di forma biconica coperta da una ciotola rovesciata. L’urna viene calata generalmente in un pozzetto scavato nella terra assieme a un corredo costituito da pochi oggetti (fibule, rasoi, asce, spilloni).
Il termine “villanoviano” viene impiegato per indicare le manifestazioni culturali della popolazione stanziata in Etruria nella prima età del Ferro, le cui testimonianze furono studiate inizialmente sulla base degli oggetti rinvenuti nella necropoli localizzata nel 1853 dal conte Giovanni Gozzadini nel suo podere alle Caselle di S. Lazzaro presso Villanova di Castenaso, a pochi chilometri da Bologna. La cultura villanoviana si manifesta in maniera pressoché sincronica (fine del X-IX secolo a.C.), in alcune aree della penisola italica: 1) Etruria (Toscana e Lazio settentrionale a nord del Tevere); 2) alcune zone della Campania; 3) il Bolognese; 4) Romagna sud-orientale; 5) Fermo (nelle Marche). Due sono le fasi fondamentali proposte dagli archeologi: un villanoviano tipico (IX secolo a.C.) ed un villanoviano evoluto (VIII secolo a.C.). Fonte: www.museorenzi.it